ORIGINE E STORIA DEL DAMMUSO DI PANTELERIA - CONOSCEREPANTELLERIA

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ORIGINE E STORIA DEL DAMMUSO DI PANTELERIA

CONOSCERE

IL DAMMUSO DI PANTELLERIA  -  ARCHITETTURA RURALE


Pantelleria un’isola di 84 kmq, con circa 7.000 dammusi, (tra dammusi rurali, sarduni e magazzini agricoli costruiti sino al 1930 ) oltre 400 giardini panteschi, centinaia di “stenditoi”per uva ed aie, più di 5.000 cisterne, un numero superiore ai 40.000 terrazzamenti delimitati da muretti a secco, una ragnatela di sentieri che mette in comunicazione le 6.000 proprietà agricole, questi sono i numeri del paesaggio rurale di Pantelleria.
Descrizione di un dammuso ( quello del disegno) e delle tecniche costruttive.
Il tipico dammuso è composto di camera, camerino ed alcova. La porta d’ingresso del dammuso è all’interno di una struttura ad arco, è posta a due terzi dello spessore dei muri di sostegno della cupola che ha in questo lato il maggior carico delle spinte, compensato dallo spessore del muro che è di 190 cm, dove  sono ricavate due rientranza ad arco a supporto del peso della cupola. Le cupole della camera, alcova e camerino sono costruite  spesso con pietre regolari di rocce di ignimbritiche, facilmente lavorabili nelle forme desiderate e provenienti da zone limitrofe. I muri portanti sono costruiti con pietre del luogo, molte volte sono differenti da quelli delle cupole. La presenza di un'unica e piccola finestra sul lato corto della camera centrale, costituisce il solo punto di luce di tutta la casa (oltre alla porta d’ingresso) essendo camerino ed alcova sprovviste di finestre (in qualche caso il camerino aveva una  piccolissima finestrella posta il alto).
L’alcova aperta ad arco verso la camera era semplicemente separata da una tenda, il camerino veniva usato come stanza da letto per i figli. Nella divisione dei due ambienti nello spessore del muro che dà sulla camera centrale, in molti ma non in tutti, era presente una piccola nicchia che guardava perfettamente al centro della porta d’ingresso. Il dammuso dalla sua origine abitativa stabile, si è trasformato con una certa approssimazione intorno alla fine del 1800, (nel caso del modello preso in esame) in abitazione stagionale per la lavorazione della terra e la raccolta dell’uva. Il vano forno/cucina accanto è costruito dopo, può essere associato allo stesso periodo di modifica  anche la costruzione della stalla. Nel XII al XIII secolo nasce il tipico dammuso rurale insediato a gruppi sparsi nei luoghi più fertili e riparati e distanti dal mare (da lì provenivano i pericoli). Il” dammuso tipo” rappresentato, è di circa 40 mq di superficie interna, adatto per l’epoca ad una famiglia media di 4/6 persone. La perfetta stabilità climatica e l’autosufficienza idrica del dammuso, che grazie alla raccolta dell’acqua piovana attraverso un raffinato sistema di convogliamento dal tetto sin dentro la cisterna, permetteva di avere un tenore di vita autarchico, nato da un elaborato sistema d’adattamento al contesto morfologico e climatico dell’isola di Pantelleria, iniziato nel medioevo e con lievi modifiche sino ad ottenere il modello del dammuso qui illustrato, che è una delle strutture più semplici e funzionali. Il dammuso riesce ad essere rappresentativo di uno stile costruttivo e soprattutto si diffonde su tutto il territorio dell’isola, spesso utilizzato come modello base per altre strutture più complesse, che nel corso dei secoli si svilupperanno altre piccole varianti del modello tipico che daranno all’insediamento rurale dell’isola di Pantelleria una identità unica.

* Testo riassunto da una ricerca in corso sui dammusi dell’isola di Pantelleria







TIPICO DAMMUSO ANTICO CON VOLTA A BOTTE

SARDUNE
 termine in uso a Pantelleria per definire un deposito attrezzi agricoli e riparo rurale durante il periodo di lavorazione dei terreni




1 - Strato impermeabile composto da calce e lapilli vulcanici, compresso con mazzuoli di legno sino assumere da uno spessore iniziale di circa cm 6 ai cm 4 definitivi.
2 - Riempimento dello spazio tra la volta ed il paramento esterno di pietre miste per caricare di peso stabilizzante e per aver maggior spazio nel bordo della cupola al deflusso dell’acqua piovana.
3 - Strato in terra battuta che serve a pareggiare la superficie esterna della volta e a permettere un ancoraggio del manto impermeabilizzante ed anche a facilitare la compressione dell’impasto di tufo e calce.
4 - Pietre per la costruzione della volta che vengono posizionate con la parte corta rivolta verso il centro della cupola con i fermi fatti di pietre  piccole dure poste tra grandi per bloccare ogni movimento.
5 - Strato di terra impastato con acqua (taio) posta su tutta la superficie della forma per livellare le imperfezioni
6 - Serie di pali secondari che vengono semplicemente appoggiati seguendo dei perimetri che si accorciano verso l’alto usando dei parametri di riferimento visivi o precisi con corde legate al centro dei pali
7 - Vista in sezione dei pali in legno
8 - Piccole pietre sottili che servono a chiudere lo spazio tra i pali e fanno da supporto alla successiva stesura della terra impastata con acqua (taio)
9 - Coppia di pali il legno duro (leccio)che supporta il peso complessivo che viene consolidato dalla colonna in pietra
10 - Piccoli cunei che bloccano con il peso la struttura provvisoria, necessari per facilitare lo smontaggio
11 - Sezione dei pali
12 - Pietre posizionate sui pali di supporto per costruire la linea curva degli spigoli della cupola interna.
13 - Nicchia che permettere di far scorrere i pali per lo smontaggio della forma dopo la costruzione della cupola.
14 - Pali di supporto degli spigoli
15 - Colonna in pietra necessaria per contenere il peso della struttura provvisoria per la costruzione della cupola.



IL VALORE DELL'ACQUA NELLA TRADIZIONE PANTESCA


Il turista che alloggia in un classico dammuso pantesco in affitto, anche se la disponibilità dell’acqua  fa parte di un servizio compreso nel prezzo, è oggi  giusto non sprecare l’acqua (nei panteschi è un concetto che si acquisisce sin da bambini) perché è frutto di una tradizione che risale a oltre duemila anni fa la raccolta dell’acqua piovana, infatti  sono stimate in oltre 5000 cisterne di diverse misure e forme, da quella a  pianta quadra a quella rettangolare. Quasi tutte  fuoriescono dal suolo di coltivazione in media da 1 a 1,5 metri, che costituisce l’altezza della cupola, che non è mai coperta all’interno da intonaco. Le pareti sono  impermeabilizzate con “tufo” (lapilli vulcanici bianchi o rossi (più duri e pesanti)impastati con calce e battuto con mazzuoli. La superficie esterna del tetto è coperta dal “tufo” è la raccolta dell’acqua piovana oltre a quella proveniente dai tetti del dammuso avviene anche da quello del tetto della stessa cisterna. La capacità media è di 30 /40 metri cubi. Molti dammusi ne hanno due o anche tre distanti tra loro per raccogliere l’acqua di un altro dammuso o magazzino costruito successivamente. Conoscere le origini degli usi di un luogo è un buon modo di vivere una vacanza in armonia.    


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