L'AGRICOLTURA TRADIZIONALE DELL'ISOLA DI PANTELLERIA - CONOSCEREPANTELLERIA

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L'AGRICOLTURA TRADIZIONALE DELL'ISOLA DI PANTELLERIA

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L'AGRICOLTURA DELL'ISOLA DI PANTELLERIA


Sin dalla preistoria l’agricoltura nell’isola di Pantelleria ha avuto un ruolo predominante per i suoli fertili di origine vulcanica e la diversità dei terreni che possono essere: leggeri e profondi ,composti in prevalenza da pomici, come nelle contrade di Bugeber o Mueggen, o di media consistenza nelle contrade di Monastero e Ghirlanda, sino ai terreni argillosi di Karuscia e Kazzen. Questi  terreni sono adatti a diverse tipologie di coltivazioni che unite ai vari microclimi presenti dovuti alle numerose colline(Kuddie) e alle diverse altezze  delle contrade dal livello del mare (massima altezza Montagna Grande m.836) si ottengono tempi di maturazione della stessa specie di frutta all’interno dell’isola anche di un mese di differenza. Un altro elemento climatico che l’agricoltura ha sempre dovuto tenere conto, è il vento. Le medie annuali sono di 13 km/h, è costringono a trovare soluzioni a difesa delle coltivazioni. Le piante da frutta vengono potate sin ad ottenere un portamento dei rami bassi verso il suolo, il sistema adatto per esporre la minore superficie fogliare ai venti. L’esasperazione questa particolare tecnica di potatura è applicata alle piante di ulivo, con il risultato che piante centenarie sono alte poco più di un metro con tronchi enormi e con rami che sfiorano il suolo, e con  una superficie media 40/50 mq (foto1). La coltivazione predominante dell’isola attualmente è a vigneto di zibibbo (anche se in passato nel1833 era coltivato a vigneto il 12% della superficie  e nel 1929 il 64% ) per proteggere dai venti le piante di zibibbo, vengono coltivate in conche e potate per ottenere un portamento a sfiorare il suolo (foto 2), questa tipicità di coltivazione  identifica l’isola. In passato le coltivazioni erano eseguite con zappe adeguate per ogni tipo di terra (foto 3) ma tutte avevano la caratteristica di avere dei manici molto corti. Altra coltura che ha avuto in fasi alterne sviluppo e arretramento è il cappero, anch’esso rinomato tanto da essere considerato ottimo per le sue indubbie qualità.  Nel passato e sino ai primi dell’800’ la coltura predominate a Pantelleria era il cotone(tanto da essere famosa per le sue stoffe "grigie" fatte sull’isola) era  sin dalle prime fasi, lavorato con uno strumento  per filare chiamato in dialetto "ruddèna” (foto 4) diffusissimo in molti dammusi. Levpiante da frutta quale albicocche,pesche e susine sono presenti sull’isola da tempi remoti e l’isolamento di queste specie ha permesso la conservazione delle caratteristiche del fenotipo originale che ormai in altri luoghi sono rari, anche queste piante vengono potate ad alberello basso e messe in dimora a ridosso dei muretti a secco che delimitano tutte le proprietà dell’isola. Tra gli alberi di fico di specie antiche vi è la "birnischa" che per fruttificare hanno bisogno di alberi di fico della genere chiamato "dukkara" che producono frutti non commestibili ma contengono il polline che piccoli moscerini nati all’interno del frutto andando sui frutti della "birnischa" li fecondano così che  questi producono dei frutti molto dolci. Altra pianta che il contadino pantesco considerava di pregio tanto da costruire delle torri circolare in pietra con muratura a secco, alte quasi quattro metri, con un unico e basso ingresso dal  diametro medio complessivo di circa dieci metri che vengono chiamati “jardini” al cui interno vi si custodisce un’unica pianta di agrumi, prevalentemente arancio. Le piante di agrumi presenti da circa sei secoli sull’isola sono rimaste sempre le stesse, esse venivano propagate con innesti su radice selvatica utilizzando la stessa specie,da contadino a contadino, sono attualmente rimasti  antiche piante con fenotipi unici. Ogni tipo di pianta descritta parte dal principio che lo sviluppo e la crescita è connesso alla natura dei suoli, ma ogni palmo dei suoli agricoli dell’isola di Pantelleria a subito un'antropizzazione che è iniziata oltre due millenni fa, con la creazione di terrazzamenti con muretti a secco che rendono ogni collina ogni declivio una serie infinita di piani a gradoni (foto 5) adatti ad ogni coltivazione, molto spesso gli alti muretti a secco hanno  la triplice funzione di riparare parzialmente dai venti, accumulare calore e poter bonificare il terreno dalle pietre. Una agricoltura eroica che da generazioni a generazioni è fonte  di cambiamento del paesaggio di un’isola estrema quale è Pantelleria. Oggi l’isola viene ritenuta d’interesse per la sua bellezza dei panorami e l’agricoltura è stata costruttrice e anche rappresentativa di un modo di vivere in simbiosi con la natura.

la pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria è stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanità
26 ottobre 2014


                                                                                                                                       


AIRA PER TREBBIARE ORZO O GRANO CON IL CALPESTIO DI UN ASINO CHE RUOTAVA

LEGATO AD UN PALO CENTRALE

LAVORI PRIMAVERILI AGRICOLI SUI TERRENI DELLE SPONDE DEL LAGO SPECCHIO DI VENERE
(IMPIANTO DI ORTAGGI)
ULIVO PANTESCO TRA LE ROCCE POTATO RADENTE IL SUOLO IN CONTRADA KAGGIAR
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