IN 3 GIORNI - CONOSCEREPANTELLERIA

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IN 3 GIORNI

COSE DA FARE

Soggiornare per 3 giorni è molto raro per un visitatore che decide di venire sull'isola perchè sarà solo un anticipo limitato di ciò che offre. Si può facilmente affermare che servirà a valutare un'altra occasione per ritornare. Oltre a girare per le innumerevoli strade in asfalto ed in terra battuta con un mezzo quale l'auto o lo scooter (quasi obbligatori) ecco un consiglio per poter approfondire almeno alcuni luoghi tra i più affascinanti.

IL PRIMO GIORNO


Il Lago è luogo rappresentativo della diversità del paesaggio dell'isola di Pantelleria che ha anche altri luoghi che meritano di essere visitati in modo approfondito, ma il Lago chiamato adesso Specchio di Venere (in antico denominato “u Vagno”) e' un "luogo" da ritenere “obbligatorio” visitare e passare una giornata. Il lago ha in sé tutti gli elementi paesaggistici unici quali: una zona lacustre con specie vegetali endemiche che vivono nelle sue bianche sponde; un piccolo insetto qual’è il grillo talpa; un microclima particolare in quanto si trova dentro ad un’ ampia conca delimitata dall'orlo calderico verso il mare e da alte colline che creano una protezione dai venti provenienti da nord. il Lago è un bacino di acqua sorgiva di origine vulcanica e di acqua piovana che tutti gli anni si accumula durante l’inverno, per poi evaporare  durante le caldi estati di qualche centimetro del livello massimo. Le argille chiare presenti nelle sue sponde, sono terapeutiche come le sorgive di acque calde termali grazie ai minerali disciolti nell'acqua. La balneazione è possibile in tutte le stagioni, nonchè vedere al centro del lago uccelli acquatici migratori che scelgono di sostare sull'isola durante i viaggi verso l'Africa o verso l'Europa . Osservare unicità vegetali, vedere fauna migratoria o stanziale, fare dei fanghi e dei bagni termali, fare dei bagni un ampio bacino lacustre o abbronzarsi anche in primavera o in autunno per il microclima che vi è in questo luogo. Sono questi gli elementi che meritano di dedicare una giornata indimenticabile.  


IL SECONDO GIORNO


Pantelleria Centro è il principale nucleo abitato dell'isola che purtroppo ha subito un pesante bombardamento durante la II Guerra Mondiale e precisamente nel mese di giugno del 1943, per fortuna gli abitanti erano stati avvisati con manifesti lanciati da aerei dagli Alleati ed hanno abbandonato l'abitato e non ci sono state vittime. Quasi 80% è andato distrutto, ma rimangono alcuni isolati storici quali il vicolo Colombo ed il Borgo ed il Castello (bizantino-normanno) che meritano di essere visitati insieme all'Acropoli di San Marco, che è un sito archeologico preservato grazie ad un’ inconsapevole conservatore quale è stato nei secoli passati il contadino pantesco, che terrazzando le due colline di San Marco e Santa Teresa  per coltivare lo zibibbo, lo ha protetto. Oggi gli scavi archeologici ci portano alla luce un’acropoli punica e poi romana piena di resti importanti  di un’ imponente cinta muraria con innumerevoli cisterne e frammenti di statue,  tra i quali anche tre teste in marmo di grande pregio artistico. Un viaggio nella storia unito ad un osservatorio dal quale spesso al tramonto si distingue la costa dell’Africa, così come dallo stesso punto i cossyresi vedevano arrivare le navi onerarie da Cartagine.


IL TERZO GIORNO

Un percorso naturalistico unito ad una sauna naturale che ha un utilizzo remoto forse sin dal periodo Romano è la grotta calda di Benikulà che si trova dopo appena un centinaio di metri dall'inizio di questo imperdibile percorso. in dialetto locale "U vagnu sciuttu " è una grotta vulcanica in cui si accede da una fenditura stretta, l'interno è piccolo, circa 20 mq, dove vi sono emissioni di vapore acqueo con una temperatura tra i 29C° e i 44C° in base all'altezza e al luogo. Ha un effetto benefico grazie anche alle sostanze minerali disciolte nel vapore acqueo durante la risalita dalle profondità. Il percorso passa attraverso valli, alture e cuddie (colline) dove si vedono paesaggi sia naturali con boschi di corbezzoli e lecci sia terrazzamenti coltivati a zibibbo o capperi. Si giunge attraverso il Passo del Vento nella Valle Favara Grande, dove emissioni di vapore sbucano tra le rocce creando un piccola nuvola bianca che spicca nel paesaggio primordiale di una delle valli più incontaminata e più affascinanti per il visitatore. Un viaggio nel tempo dei primordi.


info 3664036041
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